Cooperativa Sociale Galileo
Il lavoro all'insegna delle “pari opportunità” per i soggetti svantaggiati
L’interessante esperienza della Cooperativa Sociale Galileo di Verona
Per conoscere meglio le attività e le linee guida della Cooperativa Sociale Galileo di Verona, aderente all’Unci, abbiamo fatto alcune domande al suo Presidente Eugenio Pio Botti.
Che tipo di servizi svolge la cooperativa e verso chi si rivolge?
La Cooperativa Sociale Galileo è ormai una realtà affermata a livello nazionale. I nostri servizi sono di carattere informatico: dalla semplice inputazione di dati alla progettazione analitica e realizzazione di soluzione software. Ci occupiamo anche della consulenza e progettazione di sistemi informativi aziendali, dello sviluppo di pacchetti applicativi ipertestuali e multimediali e della realizzazione di pagine Web o della vocalizzazione di siti Web, nonché di attività di supporto alla rilevazione nelle strutture e infrastrutture per la protezione civile. Avvalendosi di figure professionali di alto livello, la Galileo adempie al proprio scopo statutario modificando il concetto dell’impiego di un soggetto diversamente abile in un ambiente di lavoro. La notorietà della Cooperativa è la prova che i disabili sanno adeguarsi alle nuove tipologie professionali garantendo un prodotto ottimo. Per questo la Galileo si struttura sempre più con modalità di lavoro che non obbligano le persone con deficienza fisica a recarsi in azienda.
Come nacque l’idea di costituirsi in cooperativa e perché?
Non è un segreto per nessuno il fatto che in tutto il mondo esistono notevoli limiti al libero esercizio dei diritti delle persone disabili. Tali limiti rendono particolarmente difficile la loro partecipazione attiva alla vita sociale e bloccano le loro legittime aspirazioni e capacità. Ogni soggetto disabile ha in sé stesso potenzialità e ricchezze meritevoli che chiedono solo di essere utilizzate per la propria realizzazione personale contribuendo, nel contempo, allo sviluppo dell’intera collettività. É proprio in questa collettività, infatti, che anche i portatori di handicap vogliono vivere ed operare insieme alle persone normodotate. Si tratta, quindi, di un processo d’integrazione e di collaborazione che deve trovare convergenze e propulsioni utili per il suo compimento. Forte di questa convinzione, la Galileo ha inteso intraprendere questo itinerario, interpretando quanto previsto dalla legge 381/91 relativamente alla “disciplina sulle cooperative sociali”, nonché gli obiettivi contenuti nel documento approvato dalle Nazioni Unite nel 1993 circa le “norme uniformi sulle pari opportunità per le persone disabili”. È ben vero che la citata legge 381/91 prevede criteri di collaborazione con gli enti pubblici, ma è altrettanto vero che questi principi sinergici trovano difficile applicazione, al di fuori della sensibilità personale della dirigenza di questi ultimi, comunque circoscritti all’ambito locale. Siamo, infatti, di fronte a una concezione socio-economica completamente nuova e le semplici reiterate affermazioni di principio faticano a calarsi in questa realtà che dovrà, sia pure gradualmente, divenire l’asse portante di una nuova convivenza civile. Crediamo che l’economia, la tecnologia e l’intero progresso, siano in funzione “dell’uomo” e non viceversa. In questo ambito è nata la nostra progettualità di Telelavoro. Da questa esperienza, è emersa una nuova metodologia per il recupero sociale e lavorativo di persone, afferenti al mondo della tossicodipendenza e della psichiatria. Abbiamo lanciato una scommessa, realizzando un connubio costruttivo tra cooperazione sociale e modello imprenditoriale veneto.
Da quanti soci è composta la Galileo?
La Cooperativa è composta da 40 soci lavoratori ordinari e da 9 soci lavoratori svantaggiati; poi vi sono 2 volontari di cui 1 svantaggiato.
Qual’è la filosofia che guida la cooperativa Galileo?
La capacità di rispondere alle molteplici esigenze della clientela è la nostra principale caratteristica: una comunicazione chiara per erogare un ottimo servizio. La filosofia che intende perseguire la Galileo è mirata alla creazione o modificazione di un ambiente sociale ed economico, tale da garantire “pari opportunità” per i soggetti svantaggiati nell’ambito dell’impiego della formazione e della riabilitazione. Lo Statuto Sociale della cooperativa, infatti, sancisce queste priorità e i mezzi necessari per la loro realizzazione tra i quali emergono quelli connessi alle nuove tecnologie ed all’utilizzo dell’informatica. L’art. 3 in particolare, determina la necessità di fornire, attraverso la propria attività nel settore informatico, un’opportunità di lavoro e di evoluzione personale e professionale ai portatori di handicap e del mondo del disagio senza perseguire fini di lucro. A tale scopo la cooperativa può gestire attività: di formazione e consulenza; di sensibilizzazione ed animazioni della comunità locale, al fine di renderla più c o n s a p e v o l e e d i s p o n i b i l e all’attenzione e all’accoglienza delle persone in stato di bisogno;
di promozione e rivendicazione all’impegno e all’istruzione delle persone deboli e svantaggiate e di affermazione dei loro diritti. La Galileo è una cooperativa del gruppo B che deve esprimere la propria capacità imprenditoriale e provvedere all’economia aziendale attraverso l’acquisizione di commesse di lavoro. In sostanza, la cooperativa si immette con la propria professionalità negli ambiti competitivi di un mercato che non consente improvvisazioni e neppure qualunquistici affidamenti. Solamente una corretta gestione manageriale capace di seguire adeguati criteri produttivi può, dunque, consentire l’espansione della cooperativa.
Quali iniziative ritiene utili per il miglioramento di alcune condizioni dei disabili?
Secondo la Cooperativa Galileo, la concezione de “Il lavoro in rete come terapia”. Infatti, la rete permette di effettuare delle ricerche internet per recuperare le proprie attitudini, essa è un veicolo di acquisizione del lavoro come finestra sul mondo. Permette la costituzione di piccoli nuclei con capacità complementari grazie anche all’affiancamento di esperti per l’esecuzione di attività lavorative, la sperimentazione di attività lavorative diversificate e l’irrobustimento con la formazione continua. La rete consente anche l’inserimento lavorativo presso aziende partner nei diversi settori di specializzazione per l’esecuzione di commesse rilevanti, ottima premessa verso la completa autonomia. Un’azienda, a mio parere, può dare un grande contributo al recupero dei disabili e delle persone disagiate impegnandosi a dare alle cooperative sociali annualmente commesse di lavoro, a condizioni di mercato, almeno pari alla remunerazione di una persona (se nel frattempo verranno perfezionate le convenzioni in base alla legge la commessa conferita sostituirà a tutti gli effetti l’obbligo di assunzione di un disabile). Attualmente c’è l’art. 14 della Legge Biagi. Questa Legge noi la vediamo applicabile con accordi con fornitori di servizi e con le aziende che devono ottemperare all’obbligo di assunzione di soggetti svantaggiati. Per gli enti pubblici che conferiscono commesse attraverso complesse procedure di aggiudicazione è sufficiente inserire nei capitolati l’obbligo per l’aggiudicatario di conferire a cooperative sociali almeno il 20% delle attività lavorative. Il conferimento del lavoro diventa fondamentale perchè attraverso le reti telematiche è possibile portare il lavoro nei luoghi di riabilitazione ed attorno ad essi costruire percorsi di recupero molto più efficienti degli attuali iter formativi/riabilitativi. In ciò è fondamentale la rete telematica che permette di ricevere le commesse di lavoro e di eseguirle nei centri più a d a t t i s e c o n d o l e d i v e r s e specializzazioni. Una nostra iniziativa intrapresa di recente può spiegare meglio quanto ho detto finora. La cooperativa Galileo, infatti, è stata impegnata nel progetto per migliorare l’accessibilità del portale Web della Provincia di Verona, realizzato in collaborazione con un team di ingegneri coordinati dall’ing. Stefano Scipioni. Innanzitutto, si è migliorata l’accessibilità delle pagine Web seguendo le direttiva della Legge Stanca del 2004, che stabilisce appunto i requisiti da seguire per rendere accessibili i siti Web sia delle pubbliche amministrazioni sia dei privati. Attualmente è allo studio la possibilità di applicare l’utilizzo di Simon Vocal Web agli utenti degli Enti convenzionati per la Formazione offrendo così nuove opportunità di studio in modalità visiva e uditiva, ottenendo così un notevole rinforzo all’apprendimento.

